Guida completa 2026 alla cittadinanza per residenza. Requisiti di reddito, residenza legale, documenti necessari 

Scritto dall’ Avv. Selvaggia Amore

passaporto italiano cittadinanza per residenza
Febbraio 5, 2026

La cittadinanza italiana per residenza (detta anche cittadinanza italiana per naturalizzazione) è lo strumento più rilevante attraverso il quale uno straniero stabilmente integrato in Italia può ottenere il riconoscimento formale del proprio legame con il Paese. Si tratta però anche di una procedura complessa, spesso fraintesa, che viene ancora oggi affrontata con un approccio eccessivamente semplificato.

Molti richiedenti si concentrano esclusivamente sul numero di anni di permanenza in Italia, ma i fattori determinanti sono il reddito per cittadinanza italiana, la continuità della residenza legale e la completezza dei documenti. 

In realtà, la cittadinanza italiana per residenza (cittadinanza per naturalizzazione) non è una procedura automatica, ma una valutazione complessiva della posizione personale del richiedente.

In questo articolo analizziamo in modo approfondito i requisiti, i tempi di attesa reali e una delle questioni più delicate: la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana senza reddito personale.

Cos’è la cittadinanza italiana per residenza e come funziona davvero

La cittadinanza italiana per residenza è disciplinata dall’articolo 9 della Legge n. 91/1992 e consente allo straniero di presentare domanda di cittadinanza dopo un determinato periodo di residenza continuativa legale in Italia.

A differenza della cittadinanza per discendenza, questo percorso non si fonda su un legame di sangue, ma sull’integrazione effettiva e stabile nel contesto italiano. È importante chiarire subito un punto centrale: la concessione della cittadinanza per residenza rientra in un potere altamente discrezionale dello Stato. Questo significa che il possesso formale dei requisiti non garantisce automaticamente un esito positivo, ciò in quanto lo Stato compie un giudizio prognostico che:

“escluda che il richiedente possa successivamente creare problemi all’ordine e alla sicurezza nazionale, disattendere le regole di civile convivenza ovvero violare i valori identitari dello Stato, gravare sulla finanza pubblica” (ex multis, TAR Lazio, n. 3227/2021).

Dopo quanti anni si può chiedere la cittadinanza?

Il tempo è il primo fattore che tutti controllano, ma spesso viene interpretato in modo troppo meccanico. Non esiste un numero “fisso” per tutti: la legge italiana modula l’attesa in base alla tua provenienza e alla tua storia personale.

La corsia preferenziale per i cittadini UE 

Se sei un cittadino dell’Unione Europea, la legge italiana riconosce la tua appartenenza comunitaria con un percorso di naturalizzazione molto più rapido. Ad esempio, per la cittadinanza italiana per rumeni — una delle comunità più numerose e integrate nel nostro Paese — il traguardo non è a 10 anni, ma a soli 4 anni di residenza legale.

È un vantaggio enorme, ma anche una responsabilità: con un tempo così ridotto, il Ministero è estremamente rigoroso nel verificare la continuità della tua residenza. Un solo “buco” anagrafico in questi quattro anni potrebbe farti perdere il diritto alla domanda.

Leggi anche Cancellazione Residenza e Cittadinanza Italiana: Come Recuperare il Buco Anagrafico

Le altre tempistiche: dai 2 ai 10 anni

Per chi non appartiene all’Unione Europea o si trova in situazioni specifiche, i tempi cambiano:

  • 10 anni: La soglia standard per i cittadini extracomunitari (art. 9 lett. f).
  • 5 anni: Il termine previsto per apolidi, rifugiati politici (art. 16 c.2) e stranieri maggiorenni adottati da cittadini italiani. Lo stesso periodo vale per i figli maggiorenni di chi ha appena acquistato la cittadinanza italiana.
  • 3 anni: Una “scorciatoia” dedicata allo straniero nato in Italia che non ha potuto ottenere la cittadinanza al diciottesimo anno, o per chi ha genitori/nonni che erano cittadini italiani per nascita.
  • 2 anni: Il tempo ridotto per gli ascendenti in linea retta (genitori/nonni) di cittadini italiani.
  • 5 anni di servizio: Per chi lavora alle dipendenze dello Stato, anche se si trova all’estero.

La residenza non è solo “presenza”

È fondamentale capire che il mero decorso del tempo non basta. La Pubblica Amministrazione non si limita a contare i giorni, ma verifica che la tua presenza sia stata legale, continuativa e ininterrotta

Cosa significa? Che brevi assenze (non superiori a 6 mesi consecutivi o un anno totale nel decennio) sono tollerate solo se giustificate. Se invece risulti “cancellato per irreperibilità” o hai avuto periodi di irregolarità nel soggiorno, il conteggio degli anni per la cittadinanza potrebbe azzerarsi, costringendoti a ricominciare da capo o a dover ricorrere in Tribunale per dimostrare la tua effettiva presenza tramite buste paga e contratti d’affitto.

Requisiti cittadinanza italiana per residenza: valutazione complessiva

Quando si parla di requisiti per la cittadinanza italiana per residenza, bisogna superare l’idea di una checklist rigida. L’amministrazione valuta la stabilità personale, economica e sociale. Accanto alla durata assumono rilievo: il comportamento del richiedente, l’assenza di precedenti penali rilevanti, la conoscenza della lingua italiana (livello B1) e la capacità di mantenersi economicamente.

 Se hai subito condanne penali, puoi fare domanda di cittadinanza grazie alla riabilitazione penale leggi il nostro articolo “Riabilitazione Penale. Perchè è importante per la cittadinanza e il permesso di soggiorno”

Quali sono i requisiti di reddito per chiedere la cittadinanza?

Per poter presentare la domanda di cittadinanza per residenza o naturalizzazione, il reddito degli ultimi tre anni (CUD/Certificazione Unica, Modello 730 o UNICO) deve essere:

  • Per una sola persona: 8.263,31 euro all’anno;
  • Se con un coniuge a carico: 11.362,05 euro;
  • Si dovrà aggiungere 516,46 euro per ogni figlio a carico.

Il reddito è un elemento che l’amministrazione usa per accertare il grado di integrazione e la stabilità della posizione personale nel tempo.

Cittadinanza italiana per residenza senza reddito

Un aspetto che genera incertezza riguarda la possibilità di presentare l’istanza anche in assenza di un reddito personaleadeguato. La circolare del 24 luglio 2019 del Ministero dell’Interno fornisce i criteri applicativi: la valutazione tiene conto della composizione del nucleo familiare e delle persone fiscalmente a carico. Possono essere considerati anche i redditi dei familiari conviventi, purché inseriti nello stesso stato di famiglia (coniuge, figli, genitori, fratelli, sorelle, generi, nuore, suoceri). Restano esclusi i redditi di soggetti non compresi nello stato di famiglia o del convivente di fatto in assenza di un contratto di convivenza formalmente riconosciuto.

Quanto tempo ci vuole per avere la cittadinanza italiana

tempi per la cittadinanza italiana per residenza prevedono un termine massimo di 24 mesi, prorogabile fino a 36 mesi, ma nella realtà i tempi reali possono variare. Per monitorare lo stato pratica cittadinanza sul portale del Ministero, è utile conoscere il significato di ogni passaggio: leggi la nostra guida sulle 7 fasi della cittadinanza italiana.

Per monitorare l’evoluzione della tua domanda e capire esattamente a che punto sei, leggi la nostra guida dettagliata sullo Stato pratica: le 7 fasi della cittadinanza italiana.

Non hai ancora inviato la domanda? Prima di iniziare, verifica di avere tutti i requisiti e Documenti per la Cittadinanza Italiana 2026 per evitare rigetti nelle fasi iniziali

Documenti cittadinanza italiana per residenza: la lista (2026)

Per presentare la domanda sono necessari i seguenti documenti per cittadinanza italiana 2026:

  1. Fotocopia del passaporto e della carta d’identità.
  2. Dichiarazione dei redditi percepiti nei 3 anni antecedenti.
  3. Fotocopia del permesso di soggiorno (non necessario quello di lungo periodo) o certificato di soggiorno UE.
  4. Fotocopia carta d’identità e codice fiscale di tutti i familiari conviventi.
  5. Attestazione lingua italiana Livello B1. (Esenti: chi ha permesso UE di lungo periodo, titolo di studio in Italia o accordo di integrazione).
  6. Estratto dell’atto di nascita legalizzato e con traduzione legalizzata.
  7. Certificato penale del Paese di origine (validità 6 mesi). Non richiesto se residente in Italia prima dei 14 anni senza interruzioni.
  8. Questionario per stranieri (scaricabile dal portale servizi cittadinanza ALI).
  9. Bollettino da € 250,00 e Marca da bollo da € 16,00 (tramite PagoPA

Documenti aggiuntivi per casi particolari

I seguenti documenti vengono richiesti solo in casi speciali

  1. Certificato di riconoscimento dello status di apolide o dello status di rifugiato
  2. Sentenza di adozione rilasciata dal Tribunale
  3. Documentazione relativa alla prestazione del servizio – anche all’estero – alle dipendenze dello stato
  4. Certificato di cittadinanza italiana del genitore o dell’ascendente in linea retta Lno al II° grado
  5. Dichiarazione di mantenimento della Congregazione quando chi fa la domanda di cittadinanza per residenza è un religioso senza reddito

Cittadinanza Italiana per stranieri con precedente penale

Se hai un precedente penale, è importante non sottovalutare la questione

Leggi il nostro articolo sulla riabilitazione penale.

Dove si pagano i 250€ per la domanda di cittadinanza?

Il versamento del contributo di € 250,00 e della marca da bollo è uno dei passaggi fondamentali per l’invio della pratica. Ecco come procedere per non commettere errori:

Pagamento Online

Dall’8 luglio 2025 i l’intera procedura è digitalizzata. È possibile pagare sia il contributo di 250€ che la marca da bollo da 16€direttamente online tramite la piattaforma PagoPA, integrata nel portale d’invio della domanda.

  • Vantaggio: Il sistema associa automaticamente il pagamento alla tua istanza.
  • Verifica: Dopo aver effettuato l’operazione, attendi qualche minuto: potrai confermare l’esito positivo consultando la sezione “Storico pagamenti” all’interno del portale.

Dall’8 luglio 2025 non si usa più il Bollettino per cittadinanza (Metodo tradizionale) Quindi non  devi  più utilizzare il bollettino postale sul c/c n. 809020 intestato a: “Ministero Interno DLCI Cittadinanza”.

Cosa succede dopo l’invio?

Una volta completato il pagamento e compilati tutti i campi, la domanda di cittadinanza italiana per residenza verrà trasmessa telematicamente:

  • Alla Prefettura di competenza, se sei residente in Italia.

Il K10 dal Ministero dell’Interno

Dopo l’inoltro della domanda, verrà assegnato il codice K10 per le domande di cittadinanza per residenza, mentre il K10/C verrà assegnato per le domande di cittadinanza per matrimonio.

Tramite il codice che verrà assegnato, sarà possibile collegarsi sul portale per veriLcare lo stato della propria domanda (le 7 fasi della cittadinanza italiana).

Cosa fare in caso di Preavviso di Rigetto?

Se ricevi una comunicazione di preavviso di rigetto cittadinanza (ai sensi dell’art. 10-bis della Legge 241/90) per mancanza di reddito, motivi penali o interruzione della residenza, non farti prendere dal panico. Hai 10 giorni di tempoper presentare le tue osservazioni scritte e cercare di invertire l’esito della pratica.

Ricorda:

  • Non è un provvedimento finale: Il preavviso non è ancora un diniego cittadinanza definitivo, ma l’ultima chiamata che lo Stato ti concede per correggere la pratica o integrare documenti mancanti.
  • Perché succede: Spesso il problema è un diniego cittadinanza per reddito dovuto a calcoli errati o alla mancata presentazione dei redditi dei familiari conviventi. In questa fase, dimostrare la capacità economica del nucleo familiare può salvarti la domanda.
  • L’importanza dell’avvocato: Presentare osservazioni generiche è rischioso. Un avvocato esperto in immigrazione può analizzare il motivo specifico del rigetto e produrre memorie difensive che obbligano l’amministrazione a riesaminare il caso.

Cittadinanza italiana e figli

Con la recente riforma della Legge sulla cittadinanza avvenuta con il cd Decreto Legge Tajani (DL 36/2020 convertito in Legge 74/2029() i figli minorenni convenienti non acquistano più automaticamente la cittadinanza italiana con il genitore ma devono essere conviventi con il genitore da almeno due anni al momento del giuramento oppure dalla nascita se hanno meno di due anni 

FAQ Cittadinanza italian per residenza /naturalizzazione

Cos’è il codice K10? 

È il codice identificativo della tua domanda di cittadinanza per residenza (mentre il K10C è per le domande di cittadinanza per matrimonio. Conservalo con cura perché ti servirà per ogni comunicazione con la Prefettura o il Consolato.

Posso chiedere la cittadinanza se ho un contratto di lavoro part-time? 

Sì, è possibile. L’importante non è il tipo di contratto, ma che la somma dei redditi degli ultimi tre anni superi la soglia minima richiesta (€ 8.263,31 per il richiedente singolo). Se il tuo part-time non basta, ricorda che puoi sommare il reddito dei familiari conviventi presenti nel tuo Stato di Famiglia.

Cosa succede se cambio residenza durante l’attesa? 

Il cambio di residenza non interrompe la pratica, ma hai l’obbligo di comunicarlo immediatamente tramite il portale ALI del Ministero dell’Interno. Una mancata comunicazione potrebbe causare ritardi nelle notifiche o problemi nella fase finale del giuramento.

 Ho perso il lavoro, perdo anche il diritto alla cittadinanza? 

Questa è una situazione delicata. Poiché la valutazione è “prognostica”, il Ministero vuole verificare che tu possa mantenerti anche in futuro. Tuttavia, se nel triennio precedente avevi il reddito e la tua situazione attuale è di disoccupazione temporanea (magari con NASpI), la domanda può comunque essere valutata. È uno dei casi in cui un parere legale è fondamentale.

Il certificato penale del mio Paese scade? 

Sì, il certificato penale ha una validità di 6 mesi dalla data di rilascio. È fondamentale che sia valido al momento in cui clicchi “invia” sul portale. Una volta inviata la domanda, non dovrai più rinnovarlo, a meno che non venga richiesto esplicitamente per un’integrazione.

Devo per forza avere il Permesso di Soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo? 

No. Contrariamente a quanto molti pensano, per la cittadinanza italiana per residenza è sufficiente un permesso di soggiorno ordinario in corso di validità. Il permesso di lungo periodo (ex carta di soggiorno) è però utile perché 

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