Cittadinanza Italiana- Assistenza

Iure sanguinis – Per Discendenza

 

Assistiamo coloro che hanno discendenze italiane e vogliono acquisire la cittadinanza.

Cittadinanza Italiana Iure Sanguinis. 

La legge italiana sulla cittadinanza si fonda principalmente sul principio dello jure sanguinis, secondo cui la cittadinanza si trasmette per via di sangue e non in base al luogo di nascita. In linea generale, chi nasce da almeno un genitore italiano ha diritto alla cittadinanza italiana, indipendentemente dal paese in cui avviene la nascita.

Tuttavia, nascere al di fuori dell’Italia non conferisce automaticamente la cittadinanza a chi vanta antenati italiani. L’idoneità dipende dal soddisfacimento di specifiche condizioni previste dalla legge italiana.

Per una panoramica completa delle nuove norme, leggi: Cittadinanza Italiana per Discendenza: Legge 74/2025 – Guida Legale Completa

Requisiti per la Cittadinanza per Discendenza

Il richiedente nato all’estero può avere diritto alla cittadinanza italiana per discendenza se ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • Il richiedente ha un genitore o un nonno che era esclusivamente cittadino italiano al momento della nascita del richiedente, ovvero che aveva la sola cittadinanza italiana al momento del decesso, qualora questo sia avvenuto prima della nascita del richiedente.
  • Il richiedente ha un genitore o un genitore adottivo che ha risieduto legalmente in Italia per almeno due anni continuativi dopo aver acquisito la cittadinanza italiana e prima della nascita o dell’adozione del richiedente.

Per presentare con successo la domanda, è indispensabile dimostrare che la linea di discendenza italiana si è trasmessa in modo continuo e ininterrotto dall’avo italiano al richiedente.

È importante sottolineare che l’ottenimento della cittadinanza italiana non comporta di per sé obblighi fiscali. Gli obblighi tributari sorgono esclusivamente qualora l’interessato stabilisca la propria residenza fiscale in Italia

Norme Applicabili ai Figli Minorenni

Disposizioni specifiche si applicano ai figli minorenni di cittadini italiani:

  • I figli che erano minorenni alla data del 24 maggio 2025 possono acquisire la cittadinanza italiana tramite dichiarazione presentata dai genitori. Tale facoltà rimane esercitabile fino al 31 maggio 2029 (prorgato dal 31 maggio 2026- Decreto Mille Proroghe)
  • I figli di età inferiore a un anno possono acquisire la cittadinanza qualora un genitore o tutore legale presenti la relativa dichiarazione entro il primo anno di vita del minore.
  • I figli di età superiore a un anno devono risiedere legalmente in Italia per due anni consecutivi a decorrere dalla presentazione della dichiarazione genitoriale al fine di ottenere la cittadinanza
Cittadinanza Negata?

Forniamo assistenza anche nei casi di rigetto della cittadinanza per discendenza durante il procedimento amministrativo, quando l’autorità competente, sua che si tratti di un comune italiano o di un consolato all’estero, determina che, secondo le normative sullo stato civile, il diritto al riconoscimento non esiste e di conseguenza respinge la richiesta del richiedente.

 

La nostra assistenza legale cittadinanza jure sanguinis

Forniamo assistenza legale specializzata a stranieri che potrebbero avere diritto alla cittadinanza italiana per discendenza, assistendoli in ogni fase dei procedimenti amministrativi e giudiziari.

I Nostri Servizi comprendono:

  • Valutazione dell’Idoneità – Iniziamo con un’analisi approfondita per determinare il diritto alla cittadinanza italiana per discendenza o attraverso altri percorsi legali.
  • Raccolta e Legalizzazione dei Documenti – Assistiamo nel reperimento, nella traduzione e nella legalizzazione di tutti gli atti di stato civile necessari per la domanda.
  • Preparazione e Presentazione della Domanda – Ci occupiamo della predisposizione e del deposito delle istanze di cittadinanza, sia tramite il Consolato italiano che direttamente presso il Comune in Italia.
  • Ricorso in Giudizio (Regola del 1948) – Per coloro il cui diritto si fonda sulla norma del 1948, che riconosce la cittadinanza ai figli nati da madri italiane prima del 1° gennaio 1948, ti rappresentiamo in giudizio per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana
  • Percorsi Giudiziali (ATQ) – Nei casi di ritardi amministrativi (controfila), assistiamo nei ricorsi giudiziali per l’accertamento del diritto alla cittadinanza, consentendo ai richiedenti di superare le lunghe attese e garantire una risoluzione più rapida.
  • Cittadinanza Negata – Offriamo assistenza anche nei casi di diniego della cittadinanza per discendenza nell’ambito del procedimento amministrativo.

La “Regola del 1948” nel riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza

Nota: nonostante la nuova legge sulla cittadinanza italiana 2025, la regola del 1948 può ancora trovare applicazione. Contattaci per una consulenza gratuita.

 

La cd. regola del 1948, influisce su come vengono gestiti certi casi per il riconoscimento della doppia cittadinanza italiana per discendenza attraverso la linea materna.

La legge sulla cittadinanza italiana n. 91 del 5 febbraio 1992 si basa sul principio di uguaglianza tra uomini e donne. Entrambi trasmettono la cittadinanza ai loro figli come previsto dall’articolo 1.

Le leggi precedenti (numero 555/1912, art 1 e art 4 Codice del Regno d’Italia) non riconoscevano il principio di uguaglianza tra uomini e donne e, al contrario, prevedevano che solo il figlio di un padre cittadino fosse  cittadino italiano. Inoltre, i figli nati da un cittadino italiano e un cittadino straniero non potevano essere riconosciuti come italiani se la madre aveva acquisito la cittadinanza straniera attraverso il matrimonio.

Il 1° gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione italiana, stabilendo pari diritti per uomini e donne. Solo nel 1983 la Corte Costituzionale italiana dichiarò incostituzionale l’articolo 1 della legge n. 555 del 1912, nella parte in cui non prevedeva che anche il figlio di madre cittadina fosse cittadino per nascita.

La sentenza della Corte Costituzionale fu pioniera rispetto alla Legge n. 123, approvata nell’aprile dello stesso anno, 1983, che consentì la trasmissione della cittadinanza italiana ai figli attraverso la madre, introducendo il principio di uguaglianza morale e legale tra uomini e donne nel sistema giuridico italiano riguardo alla trasmissibilità di questo diritto ai figli.

Per coloro nati prima del 1983, il Governo italiano richiese un parere al Consiglio di Stato, l’organo che ha funzioni consultive e funzioni giurisdizionali in campo amministrativo. La pronuncia del Consiglio di Stato (parere n. 105 del 15 aprile 1983) affermò che il principio di uguaglianza si applica solo ai figli nati dopo il 1° gennaio 1948—essendo questa la data in cui fu adottata la Costituzione italiana. Per questa ragione, i consolati italiani e i comuni accettano domande per la cittadinanza italiana solo da figli nati da madre italiana dopo il 1° gennaio 1948.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione seguirono nel 2009, estendendo il principio di uguaglianza per coprire i casi di trasmissione della cittadinanza dove i richiedenti erano nati da madre italiana prima del 1948.

La Regola del 1948 e la perdita della cittadinanza attraverso il matrimonio

Prima del 1948, le donne italiane potevano automaticamente perdere la loro cittadinanza sposando un cittadino straniero. Questa pratica discriminatoria cambiò nel 1975 quando la Corte Costituzionale italiana emise una sentenza significativa stabilendo che le donne non dovessero automaticamente perdere la loro cittadinanza sposando un cittadino non italiano. Tuttavia, questa sentenza non si applicava retroattivamente ai matrimoni che ebbero luogo prima del 1948.

Il precedente del 2009 della Corte di Cassazione (la Regola del 1948) permise alle donne italiane che avevano perso la loro cittadinanza attraverso matrimoni pre-1948 di riacquistare il loro status nazionale.

La legge sulla cittadinanza italiana n. 91 del 5 febbraio 1992 si fonda sul principio di uguaglianza tra uomini e donne.

STEP 1: Raccolta dei documenti

In primo luogo, è necessario raccogliere tutti i cosiddetti documenti vitali: nascita, morte, matrimonio, divorzio, certificati di immigrazione e, se del caso, il certificato di naturalizzazione degli ascendenti. Se ci sono stati cambiamenti di nome, devono essere prodotti anche i documenti pertinenti.

STEP 2: Legalizzazione dei documenti

Tutti i documenti non italiani che dimostrano la linea di discendenza devono essere legalizzati attraverso un’apostille se il tuo paese è firmatario della Convenzione dell’Aia. Ciò significa che devono essere accompagnati da un documento che certifichi la loro firma. L’apostille legalizza i documenti e verifica la loro autenticità.

 

Se il tuo paese non è firmatario della Convenzione dell’Aja, i documenti devono essere legalizzati tramite l’ambasciata o il consolato italiano nel tuo paese.

STEP 3: Tradurre i documenti

Una volta legalizzati i documenti, dovranno essere tradotti in italiano.

Possono anche essere tradotti in Italia da un traduttore professionista che giurerà davanti al tribunale sull’accuratezza della loro traduzione.

Collaboriamo con i traduttori e possiamo occuparci della la traduzione

STEP 4: Rappresentanza legale

Avrai bisogno di un avvocato che ti rappresenti in tribunale, al quale dovrai inviare tutti i documenti originali. Le fotocopie non sono accettate dai  tribunali. Possiamo rappresentarti in  giudizio, assicurando che tutte le questioni legali siano gestite con competenza. La tua presenza non è richiesta in Italia; ti rappresenteremo attraverso una procura.

STEP 5: Presentare la domanda in tribunale

La domanda deve essere depositata in tribunale  per tuo conto,  provando la tua eligibilità e la tua linea di discendenza. Il tribunale competente a decidere è quello che ha giurisdizione sul territorio in cui sono nati i tuoi antenati.

STEP 6: Giudizio davanti al tribunale

Il tribunale esaminerà il tuo caso. Il giudizio può richiedere da uno a tre anni o più, a seconda del carico di lavoro del tribunale competente.

STEP 7: Registrazione presso il Comune

Dopo aver ricevuto una sentenza favorevole dal giudice, verrà emesso un ordine del tribunale. Tutti i documenti anagrafici che hai raccolto devono ora essere registrati presso il comune dove è nato il tuo antenato.

Questo ordine del tribunale è molto importante per completare quest’ultimo passaggio. Ogni comune ha le proprie procedure che dovrai seguire per una corretta registrazione.

Possiamo assisterti in questa fase.

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